Ultimi giorni di Vincent Van Gough
Un 33enne Vincent Van Gough è arrivato a Parigi dopo aver deciso di dipingere paesaggi dopo aver studiato ministero. Diversi anni dopo, oberato di lavoro, scappò ad Anvers-Sur-Oise, una volta al giorno in carrozza da Parigi, ora a un'ora fuori dove la periferia si diradava verso i villaggi.

Riconoscerai la cattedrale in pietra a forma di arco dal suo dipinto e il tribunale in gesso bianco che si trova ancora sulla sonnolenta via principale. Dipingeva sul bordo del fiume o sul comodino in una camera in affitto della locanda Ravoux dove rimase due mesi. Tutto ciò che rimane è il vuoto ossessionante, ma i turisti continuano a pagare per sbirciare dentro.



Le cure del XIX secolo si leggono come le diete degli uomini poveri. Pranzare su un pezzo di pane secco e un bicchiere di birra era il metodo di Dickens per coloro che si stavano suicidando per dimenticare o deviare dal loro obiettivo. Van Gough aveva perso un bambino un anno prima del giorno, il 29 luglio 1890, decise di togliersi la vita. Sdraiato sul letto, si girò un fucile da caccia e si fece una ferita al petto che gli assicurò la morte a 37 anni.



Nel cimitero oltre la distesa di campi di grano giallo modeste lapidi segnano dove lui e suo fratello Theo giacciono fianco a fianco. Tutto tace con Garofani e Camelie l'unico testamento di visite.


Istruzioni Video: Marco Goldin. Gli ultimi settanta giorni di Van Gogh. Estratto dal DVD (Ottobre 2021).